DANZANDO TRA MILLE BOLLICINE

Nonostante la denominazione Champagne possa essere utilizzata solo per i vini prodotti in una zona che dista al massimo 150 km da Parigi, i più antichi stati d'Europa – Italia, Francia e addirittura, Inghilterra – si contendono la paternità del vino spumante.

Si può dire che la versione senz'altro più accreditata sulla nascita dello vino con le bollicine è quella che lo fa risalire al 1700 e al metodo del monaco francese Dom Pierre Pérignon, anche se c'è chi afferma che già nel 1600 in Italia si gustasse questo tipo di vino.

 

In buona sostanza, Champagne e Spumante sono cugini e per produrli, si possono utilizzare due metodi: i vini di bassa qualità utilizzano anidride carbonica, che conferisce il caratteristico perlage grossolano e scarsa finezza degli aromi.

Il procedimento classico per la rifermentazione in bottiglia, invece, prevede l'aggiunta al vino di una miscela scelta di zucchero, vino e lieviti. A seconda di come variano le proporzioni e le tipologie di prodotti, ovviamente, cambia il risultato. Dopo la rifermentazione a bottiglia inclinata, viene tolto il residuo e aggiunta un'altra miscela, in genere, costituita da vino bianco, saccarosio e acquavite.

Questo metodo, che abbiamo descritto a grandi linee, si chiama Champenoise e viene utilizzato anche in Italia, dove per la rifermentazione si usano principalmente vitigni di Pinot Bianco, Pinot Nero, Pinot Grigio o Riesling.

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